Faro di Punta Filetto, Isola di Santa Maria La Maddalena

La delibera di indirizzo

Il 23 dicembre 2011, in applicazione della deliberazione n. 52/36, l’Agenzia Conservatoria delle coste della Sardegna ha ricevuto il mandato di elaborare un dettagliato programma di valorizzazione di quindici aree di conservazione costiera di proprietà regionale dove sono presenti fari, semafori, torri costiere, immobili e infrastrutture.

La pianificazione strategica

Per la preparazione del documento finale del Programma Integrato di Valorizzazione del patrimonio marittimo costiero della Sardegna, il gruppo di lavoro interno alla Conservatoria delle coste, coadiuvato da collaborazioni esterne di figure accademiche e professionali, si è confrontato sull’impostazione del lavoro inerente la costruzione degli scenari futuri di valorizzazione di fari, stazioni semaforiche e vedette con i principali portatori di interesse al fine di pervenire ad una configurazione condivisa e partecipata sulla base di una metodologia ispirata dalla pianificazione strategica, “disciplina che addestra all’impiego di metodi mirati a migliorare la razionalità delle decisioni (o delle azioni) nella gestione sistematica ed integrata degli affari pubblici”.

Il Programma Integrato di Valorizzazione

Il Programma Integrato di Valorizzazione (PIV) del patrimonio marittimo-costiero della Sardegna prevede sei fasi principali: definizione finalità e obiettivi, analisi iniziale, processo di coinvolgimento dei portatori di interesse, formulazione della strategia, implementazione e la fase finale di monitoraggio, controllo e revisione.

Ad oggi la Conservatoria delle coste ha portato a compimento le prime quattro fasi, delle quali il processo di coinvolgimento dei portatori di interesse proseguirà anche nelle fasi successive di implementazione dello stesso. Dall’analisi iniziale sono scaturite le prime ipotesi di riutilizzo che definiscono per ogni struttura un uso misto culturale e ricettivo, in cui sono individuati alcuni servizi standard (caffetteria, bookshop, ecc.), il modello di accoglienza e i punti di forza caratteristici da poter sfruttare per la proposta di valorizzazione. I risultati ottenuti sono stati proposti nel corso di vari incontri con gli enti locali sul quale territorio insistono i beni affidati alla Conservatoria delle coste, le associazioni ambientaliste, le associazioni di categoria, gli operatori privati e le altre istituzioni competenti.

I 15 beni da valorizzare

Tra le 15 aree di conservazione costiera oggetto del Programma di Integrato di Valorizzazione sono presenti:

– i fari di Razzoli e Punta Filetto (La Maddalena) e Capo d’Orso (Palau) che presentano caratteristiche di attrattività e di compatibilità tra l’uso pubblico e privato tali da permettere un avvio immediato delle procedure di partenariato pubblico-privato;

– il faro di Capo Mannu (San Vero Milis) che ricade all’interno del Sito di importanza comunitaria “Stagno di Putzu Idu, salina manna e Pauli Marigosa” e si trova in prossimità delle torri costiere di Capo Mannu e Sa Mora per il quale è stato avviato un confronto per valorizzare la funzione culturale del faro congiuntamente al Servizio Demanio e Patrimonio di Oristano e al Comune di San Vero Milis;

– le stazioni semaforiche di Capo Figari (Golfo Aranci), Capo Ferro (Arzachena), Punta Falcone (Santa Teresa Gallura), Punta Scorno (Asinara, Porto Torres) e Capo Sperone (Sant’Antioco) per cui è necessario ed opportuno prevedere modelli di partenariato pubblico-privato capaci di rispettare la predominanza delle componenti storico-culturali individuando fonti di cofinanziamento pubblico;

– le stazioni di vedetta di Puntiglione, Testiccioli, Marginetto a La Maddalena e Capo Ceraso a Olbia, site in posizione strategica in contesti ambientali e paesaggistici unici, da valorizzare come strutture di supporto alla fruizione naturalistica ed eco turistica in collaborazione con associazioni ambientaliste o di ecoturismo capaci di garantire la gestione delle strutture e renderle autosostenibili dal punto di vista economico-finanziario;

– la Gran Torre di Torregrande (Oristano) in cui tenuto conto della posizione strategica e l’importanza storica dell’immobile nel contesto del sistema difensivo costiero regionale la Conservatoria delle coste realizzerà il museo regionale delle torri costiere della Sardegna;

– la Stazione dei Segnali di Capo Sant’Elia (Cagliari) che tra i beni affidati è quello che allo stato attuale presenta la maggiore criticità in quanto gli spazi disponibili sono attualmente occupati da alcune famiglie che detengono un contratto di locazione di lungo termine con la Marina Militare.

La delibera di approvazione del PIV

Il Programma Integrato di Valorizzazione è stato approvato il 14 maggio 2013 con Delibera della Giunta Regionale n. 19/45 su proposta dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente, di concerto con l’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica e con l’Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio. La Delibera dà mandato alla Conservatoria delle coste di garantire l’attività di coordinamento e monitoraggio del programma in tutte le sue fasi, curando anche gli eventuali procedimenti ad evidenza pubblica per l’affidamento in concessione degli immobili.

 

Per cominciare a discutere insieme su quali usi possono essere immaginati per il recupero dei fari e delle stazioni semaforiche rispondi al sondaggio sui possibili riutilizzi di ogni faro e commenta i risultati:

Pubblicato il primo bando per la progettazione del Faro di Razzoli disponibile a questo indirizzo

Il bando è aperto a tutti i progettisti che vorranno confrontarsi con questa emozionante sfida!

staff di SardegnaFari

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